Sofia Guidi – Escort [Pillole illustrate del romanzo erotico di ErosCultura Editrice] – Pillola n°12

“La bottiglia di arrivò ben presto alla fine e l’assortimento di dolci tentazioni da carrello vide spuntare di nuovo due flûte d’inesauribile champagne.
“Mi sento totalmente sbronza” mi disse Yvonne piantando lo sguardo sull’ultimo pasticcino.
“Abbiamo tutto il giorno per riprenderci.”
“Sì Sofia. Non ho alcuna fretta e desidero solo stare con te” mormorò lei trascinando un po’ le parole.
La osservavo e mi sembrava ancora più bella in quello stato di lascivo piacere.
C’eravamo trattenute al ristorante per moltissimo tempo e mentre lasciavamo la sala abbracciate e traballanti, non potei fare a meno di notare lo sguardo dei pochi clienti rimasti. Ci mangiavano con gli occhi e suscitavamo l’invidia di alcune donne, che accanto ai probabili mariti potevano solo ricondurli a una più lungimirante ragione, che raffreddasse inutili desideri.
“Due puttane.”
Avrebbero liquidato così la nostra presenza in quel luogo.
In parte era vero. C’era un indiscusso cinquanta per cento di assoluta verità in quelle parole che volteggiavano nell’aria del ristorante, però respiravo anche l’intenso profumo dell’invidia, emergeva come un fiotto gassoso da uno stato di profonda e totale inarrivabilità.
Io e Yvonne eravamo una coppia perfetta, e la perfezione deve essere immortalata.
“Una foto, per favore” avevamo chiesto al cameriere al momento dei cocktail, avvicinando i nostri visi l’una all’altra.
“Si può avere una foto?” avevamo ribadito davanti ai dolci e ai due fluttini di champagne a fine pasto.
“Vorrei farti una foto qui, in quest’angolo di giardino” avevo detto a Yvonne mettendo un poco a repentaglio la sua stabilità.
Eravamo poi salite nella mia suite e il gioco era continuato con ben altri risultati.
Yvonne si era dapprima stesa sul divano e le avevo chiesto un’altra foto.
Fu una giornata infinita e meravigliosa.
Decantammo a letto, tra momenti d’ilarità e passione. Ordinammo del cinese al volo e continuammo a imboccarci l’un l’altra tra il letto, il salotto, la doccia e altri mille angoli che vedevano accumularsi bicchieri, piatti, champagne e involtini primavera.
Tutto così disordinato e semplice, così bello e magico.”

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