Vaticano, scandali su scandali. L’intervista ad una vittima.

Salve cari lettori.

In questi giorni, stiamo assistendo a varie dichiarazioni shock, per quanto concerne la Chiesa. Come il caso della Chiesa d’Inghilterra, la quale afferma che sono stati insabbiati numerosi casi di abusi su minori da parte di ecclesiastici. A tal proposito a confermare tutto ciò è l’arcivescovo, di Canterbury, Justine Welby. Dunque, al momento il “primato” di abusi su minori nell’isola inglese lo detiene il vescovo Peter Ball. Quest’ultimo arrestato nell’ottobre del 2015, per aver abusato di 18 giovani, di età compresa tra i 17 e i 25 anni. Giovani affidatosi a lui, per una “guida spirituale” tra il 1977 e il 1992. Adesso Ball è libero in quanto ha scontato i suoi sedici mesi di reclusione l’anno scorso.

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Ma non è finita qui, dopo questa sconcertante notizia, si va al caso George Pell. Per chi non conoscesse George Pell, è il prefetto degli affari economici del Vaticano, nonché cardinale australiano. Pell è stato accusato per presunti abusi su minori, quando era sacerdote a Ballarat (1976 – 80) e arcivescovo a Melbourne (1996 – 2001). Il prefetto degli affari economici del Vaticano, non è stato accusato solamente di questi gesti meschini. Ma secondo la Polizia dello stato di Victoria (Australia), sembra che Pell abbia insabbiato numerosi casi di preti pedofili. Tutto ciò durante gli anni trascorsi a Ballarat. Colui che è stato coperto dal cardinale australiano, sembra essere padre Gerald Ridsdale.

George Pell

Intervista a Francesco Zanardi.

Francesco Zanardi, portavoce della ONLUS L’Abuso, nonché vittima di casi sopra citati. Ha risposto ad alcune domande.

  • Qual’è la città d’Italia, con il maggior numero di abusi su minori da parte di preti?

” Difficile da dirsi, stando ai numeri direi Verona. Dove nel solo Istituto cattolico per bambini sordi Antonio Provolo, contiamo circa 120 vittime e ben 27 preti denunciati”.

  • Che posizione assume il Vaticano dinanzi a tali scandali?

“Innanzitutto nessun provvedimento fu mai preso dalla Chiesa per l’Istituto Antonio Provolo, di quei preti, oggi troviamo Nicola Corradi agli arresti dal novembre scorso in Argentina. Dove non a caso, la Chiesa lo rifugiò per sottrarlo alla giustizia. Come ho detto prima il Vaticano tende, in assenza di denuncia da parte della vittima, spesso troppo fragile, a rifugiare il prete altrove. I casi ai tempi di Bergoglio sono numerosi, dal caso Pell, che è tutta da vedere se risponderà davvero alla giustizia australiana. Al caso di don Turturro, reintegrato proprio pochi giorni fa. Poi ci sono i casi come quelli di: don Francesco Rutigliano o Carlos Buela, condannati paradossalmente dalla legge vaticana. In quanto mai denunciati alle autorità civili”.

  • Età media delle vittime, i quali decidono di denunciare tali abusi?

“In genere non bastano 20 anni perché il vero trauma dell’abuso. Ha origine non per forza da un atto sessuale, bensì dall’imposizione invasiva dell’adulto in una ‘sfera sessuale’, che il bambino non è in grado di comprendere, in quanto ancora inesplorata. E che in quel momento viene irresponsabilmente violata e distrutta. Dunque ciò, porta la vittima ad assumere una serie di comportamenti asociali e distruttivi per il proprio sviluppo, i quali si protrarranno per svariati anni. E ci vorrà del tempo, per far capire alla vittima che tali comportamenti sono dovuti agli abusi subiti. Rispondendo alla domanda, la media è tra i 20 e i 35 anni. In qualche caso la denuncia avviene in tempi che rientrano nel periodo prescrittivo, ma sono piuttosto rari direi”.

Dunque grazie ancora a Francesco Zanardi. Questo serve a dar forza alle vittime che non hanno ancora denunciato tali abusi.


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