Il Cimitero acattolico. Un cimitero allegro.

Ufficialmente è il Acattolico, ma per la maggior parte dei romani è il degli Inglesi.
Il sonno di migliaia di personaggi curiosi continua imperterrito all’ombra della Piramide, in parte protetto dalle Mura Aureliane e in parte sorvegliato da guardiani spettacolari come solo i gatti di Roma possono essere.
Circa quattromila tombe si addensano tra i ciuffi verdi e gli alberi fioriti, inglesi, americani, tedeschi russi, scandinavi e anche italiani “dissidenti”.
Uno spazio raccolto e silenzioso, popolato da poeti, scrittori, artisti, attori e nobili più o meno importanti.
Appena entrati, piegando verso destra si raggiunge il nucleo più antico, che risale al Settecento, dove le tombe sono diradate e sulle panchine, ma anche sull’erba, giovani stranieri sfogliano libri di poeti romantici morti giovani, come accade sempre a chi è caro agli dei.
Qui veramente il sonno della morte è meno duro, ed è forse per questo che fioccano le richieste per esservi sepolti. Richieste difficili da esaudire, una severissima commissione internazionale analizza ogni anno le centinaia di domande, dando la priorità a chi ha già un congiunto in loco.
Insomma sembra un po’ funzionare come certi grattacieli di New York, dove bisogna passare la selezione dei condomini prima di essere ammessi.
Come vicini di tomba si possono avere stranieri famosi come Keats e Shelley, Gregory Corso e lo sfortunato figlio di Goethe, ma anche italiani famosi come Carlo Emilio Gadda o Dario Bellezza.
Ormai è entrata nella storia della letteratura italiana la tomba di Gramsci, resa immortale da Pasolini.
Inserita nella parte più moderna, spesso la si trova ricoperta di sassolini, bigliettini e a volte volantini di manifestazioni, quasi una specie di strano culto tributato ad un santo laico.
La zona poi è l’ulteriore prova che Roma è terra di contrasti. A pochi metri di distanza in linea d’aria le pendici del Monte dei Cocci, sono popolate da locali, animatissimi nel cuore della notte. Tanto i vicini almeno qui non si lamentano di certo per gli schiamazzi !
Ufficialmente è il Cimitero Acattolico, ma per la maggior parte dei romani è il Cimitero degli Inglesi.
Il sonno di migliaia di personaggi curiosi continua imperterrito all’ombra della Piramide, in parte protetto dalle Mura Aureliane e in parte sorvegliato da guardiani spettacolari come solo i gatti di Roma possono essere.
Circa quattromila tombe si addensano tra i ciuffi verdi e gli alberi fioriti, inglesi, americani, tedeschi russi, scandinavi e anche italiani “dissidenti”.
Uno spazio raccolto e silenzioso, popolato da poeti, scrittori, artisti, attori e nobili più o meno importanti.
Appena entrati, piegando verso destra si raggiunge il nucleo più antico, che risale al Settecento, dove le tombe sono diradate e sulle panchine, ma anche sull’erba, giovani stranieri sfogliano libri di poeti romantici morti giovani, come accade sempre a chi è caro agli dei.
Qui veramente il sonno della morte è meno duro ed è forse per questo che fioccano le richieste per esservi sepolti. Richiesta difficile da esaudire, una commissione internazionale analizza ogni anno le centinaia di domande, dando la priorità a chi ha già un congiunto in loco.
Insomma sembra un po’ funzionare come certi condomini di New York, dove bisogna passare la selezione dei condomini prima di essere ammessi.
Come vicini di tomba si possono avere poeti famosi come Keats e Shelley, Gregory Corso e lo sfortunato figlio di Goethe, ma anche italiani famosi come Carlo Emilio Gadda o Dario Bellezza.
Ormai è entrata nella storia della letteratura italiana la tomba di Gramsci, resa immortale da Pasolini.
Inserita nella parte più moderna, spesso la si trova ricoperta di sassolini, bigliettini e a volte volantini di manifestazioni, quasi una specie di strano culto tributato ad un santo laico.
La zona poi è l’ulteriore prova che Roma è terra di contrasti. A pochi metri di distanza in linea d’aria le pendici del Monte dei Cocci, sono popolate da locali, animatissimi nel cuore della notte. Tanto i vicini, almeno qui, non si lamentano di certo per gli schiamazzi !


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