Firenze: grande partecipazione al corteo di protesta contro gli abusi psichiatrici.

Firenze: grande partecipazione al corteo di protesta contro gli abusi psichiatrici.

Firenze, grande partecipazione al corteo di protesta contro gli abusi psichiatrici, tenutosi giorno 1 Aprile.

Firenze, grande partecipazione al di protesta contro gli abusi psichiatrici,  tenutosi  giorno 1 Aprile.

Più di 2000 persone provenienti da tutta Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Danimarca, sono intervenute per protestare contro gli abusi psichiatrici.

Rappresentanti di associazioni italiane ed europee in difesa dei diritti umani hanno manifestato il loro dissenso agli psichiatri che fino al 4 aprile partecipano al congresso organizzato a Firenze dall’Associazione Psichiatrica Europea .

Il corteo è partito alle ore 12:00 da piazza Santa Maria Novella in direzione piazza San Marco e ha poi fatto ritorno al punto di partenza dove il Dr. Roberto Cestari, presidente del CCDU Italia, ha salutato i manifestanti.

In prima linea tanti genitori per tutelare l’infanzia dei loro bambini. Tra di questi era presente anche una delegazione del GESEF (Genitori separati dai figli) proveniente da Roma.

“Il male dei nostri figli? Vivere un’infanzia normale”

“Chi non salta uno psichiatra è”, “non sono iperattivi, sono solo bambini” e ancora, “fuori gli psichiatri dalle scuole”. Questi alcuni degli slogan che hanno accompagnato il corteo per le vie del centro storico di Firenze.

La vivacità dei bambini non è una malattia! Aiutateci a difenderla.

Questo l’appello che i genitori e il CCDU hanno voluto lanciare. L’abuso psichiatrico è un problema che riguarda tutti, anche quando non ci tocca da vicino, perché tutti siamo possibili vittime di una società “malata”. Di una società che calpesta i più deboli e si fa strada con prepotenza tra migliaia di vittime. Soldi e potere muovono il mondo, ma il futuro appartiene ai bambini e in egual misura la vivacità.

La psichiatria continua a sostenere che i bambini troppo vivaci sono in realtà affetti da una “malattia” chiamata ADHD ( Attention Deficit Hiperactivity Disorder). Con quali criteri diagnostici viene diagnosticato? E soprattutto chi ci guadagna dalla quella che, stando ai dati, sembra diventata “un’epidemia” ? E chi ci perde?

Tanti gli spunti di riflessione portati in piazza dal corteo, tra manifesti, salti e palloncini colorati:

Perché la società dovrebbe sostenere le teorie psichiatriche, prive di una reale valenza scientifica, e le industrie farmaceutiche, anziché la vivacità di un bambino? E se questa fosse solo un “talento”. Del resto la psichiatria non è nuova all’inibizione dell’estro. Un numero elevato di artisti, tra scrittori, attori,musicisti, pittori ecc, sono stati ingiustamente sottoposti a torture disumane. E tutto ciò è avvenuto all’interno di una società “sana”.

Il CCDU e le associazioni a tutela dei diritti umani che hanno manifestato si sono, inoltre, impegnate per la messa al bando dell’elettroshock, trattamento barbaro, ascientifico, con effetti devastanti per la memoria e la salute in generale.

Secondo la relazione presentata nel 2013 al Senato dalla Commissione Parlamentare sul Servizio Sanitario Nazionale, l’elettroshock (anche detto Terapia Elettro-Convulsivante – TEC – per dargli una veste più scientifica) viene praticato in 91 strutture ospedaliere e in alcune di esse come trattamento primario, nonostante le direttive del Ministero della Salute consigliano di usarlo solo dopo appropriati interventi farmacologici.

Chi ha subito elettroshock ha raccontato testimonianze dolorose (ricordiamo quella della poetessa Alda Merini) e a coloro che lo promuovevano Franco Basaglia diceva che ha tante probabilità di curare un disturbo mentale quante ne ha una martellata di aggiustare una radio.

Nel pomeriggio, presso l’Auditorium del Duomo, in via de’ Cerretani, 54r, è stata inaugurata la mostra multimediale “Psichiatria: controllo sociale e violazione dei diritti umani”, che sarà visionabile fino al 10 aprile.


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