Il Salone Margherita colpito da una “ Grande Follia “

Esaltante, straordinario, bellissimo: tre parole per definire il nuovo spettacolo che Pier Francesco Pingitore manda in scena al Salone Margherita, quell’affascinate posto che ci piace continuare a chiamare Bagaglino e che, nato nel 1898 come cafè chantant, ha ospitato sul suo palcoscenico decine e decine di famosissimi interpreti che con le loro esibizioni hanno divertito ed appassionato migliaia di spettatori.
Stavolta, la gestione del Teatro, la Cinema teatrale Marino e Company, ha riunito una grande quantità di celebrità per dare vita ad uno spettacolo per certi versi molto al di fuori del cliché standardizzato che da alcuni anni a questa parte ha costituito la caratteristica saliente delle opere che da anni caratterizzano la produzione di Pier Francesco Pingitore: è una “ cavalcata musicale “ intorno alle canzoni che dai primi del novecento ad oggi ci hanno risuonato nelle orecchie.
Non solo: per non abbandonare totalmente lo schema satireggiante degli spettacoli per i quali il Teatro è famoso, sulla scena vengono portati alcuni dei personaggi che nel medesimo arco di tempo si sono posti in particolare evidenza, da Ettore Petrolini, a Berlusconi, da Trump a Kim Jong Un per non tralasciarne altri altrettanto famosi.
Una fantasmagoria di riuscitissime imitazioni, musiche al limite dello strappacuore ma anche altamente significative che Nico Di Barnaba ed Emanuela Villa eseguono tanto in tandem sia in coro, ma anche singolarmente e che hanno il pregio di far rivivere nello spettatore, che mostra di gradire, alcuni degli anni che, travolti dalla vita terribilmente trascinate di questo terzo millennio, stiamo purtroppo dimenticando.
Ma ci pensa Martufello, che si rivela ancora una volta grande protagonista della scena ( progettata da Graziella Pera ) e la attrae con simpaticissime battute ed esilaranti barzellette non prive di morale, a farci ricordare Sanremo e tutta la grande quantità di musiche e di canzoni che hanno caratterizzato il novecento ormai trascorso: attivamente coadiuvato da un fenomenale corpo di ballo e con la collaborazione della simpatica e bellissima Matilde Brandi fa giungere in porto la nave del divertimento, un divertimento della durata di due ore fitte ed intense, tutte attraenti, minuto per minuto, canzone per canzone, personaggio per personaggio: Totò, Silvana Pampanini, Lina Cavalieri appaiono e purtroppo scompaiono sul famoso palcoscenico romano in una miriade di applausi.
E poi, sul palco, il ritorno di Pamela Prati, sempre affascinate, eternamente giovane che concorre con l’altrettanto affascinate bellezza di Matilde Brandi, due primedonne che mettono in campo tutto il loro fascino e la loro abile destrezza per conquistare, senza nessuna fatica, l’attenta platea che applaude alle imitazioni dell’impareggiabile e bravissimo Mario Zamma, l’attuale regnante del mondo delle imitazioni e dei travestimenti.
Un’ orchestra, quella diretta dal Maestro Edoardo Simeone che accompagna ogni momento dello spettacolo sull’onda meravigliosamente azzeccata del capolavoro di Ravel, Bolero, al quale riesce ad imprimere un ritmo gradevole facendolo apparire, abilmente, quasi una composizione di musica leggera, molto orecchiabile e perfettamente adeguata al titolo del lavoro in scena; i costumi di Maurizio Tognalini e ben sei elementi costituenti un corpo di ballo perfettamente appropriato sia al tema che alle interpretazioni di ogni singolo personaggio conferiscono un notevole ed appropriato supporto al successo dello spettacolo.
Emanuela Villa, da compassata interprete di mille canzoni, ben si adatta a quelle che hanno caratterizzato un secolo al quale ha in parte appartenuto, interpretandole con una voce che definire caratteristica è veramente limitativo; il suo compagno di canto sul palcoscenico è Nico Di Barnaba, voce adatta e potente in grado di conferire una particolare caratteristica alla serata; un altro astro nascente del Teatro ci è apparso Enzo Piscopo, attore misurato ed adatto ad ogni esigenza, ben inserito nell’intero contesto.
Applausi a scena aperta e……….le sempre gradite penne all’arrabbiata durante l’intervallo tra i due tempi.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *