E’ in scena al Teatro “ San Luigi Guanella “ di Roma un bel lavoro scritto a quattro mani da Avio Focolari e Fabio Luigi Lionello, un lavoro basato su notizie che inducono a ritenere che l’inno della nazione francese, la nostra cugina d’oltralpe, sia stato composto ed ideato da un italiano, quel Giovanni Battista Viotti che trasferitosi a Parigi in cerca di fortuna, venne molto apprezzato dai francesi per la sua attività di sensibile violinista.
Viotti aspirò a diventare il Direttore dell’Operà di Parigi ed a questo fine organizzò un concerto in casa sua, concerto al quale avrebbero dovuto prendere parte vari personaggi della Parigi pre rivoluzionaria: un ambiente di varia estrazione, da nobili più o meno in auge a stranissimi personaggi che avrebbero dovuto, secondo lui, contribuire alla sua elezione.
Ma come sempre, le cose non andarono per i il verso giusto e la riunione concertistica venne scambiata per una riunione di cospiratori.
La descrizione dei fatti nella loro vera verità è sensibilmente descritta da questo lavoro che Avio Focolari ( G.B. Viotti ) interpreta magistralmente in forma comicamente efficace, coadiuvato da un numeroso e ben assortito cast di servitori-padroni, di nobildonne in cerca di considerazione da parte del violinista, di sciantose, di ladri di spartiti musicali che vorrebbero impossessarsi dello spartito musicale del famoso inno “ La Marsigliese “.
Il pregio di questo bel lavoro, che nasce da un’idea di Silvestro Farinelli recepita e portata in scena dallo stesso Focolari e da Fabio Luigi Lionello, è quello di banalizzare in forma comica un vero e proprio dramma, quello della incombente prima rivoluzione francese svoltasi a cavallo degli anni tra il 1789 ed il 1799, una forma di rivolta tendente ad estendere a tutti i cittadini francesi quei privilegi che erano fino ad allora riservati in forma esclusiva a clero e nobiltà: la monarchia assoluta, quella in capo al re, venne alla fine abolita e vennero gettate le basi per la proclamazione della repubblica.
Perché è importante il soggetto che Farinelli ha così abilmente identificato? Perché l’argomento, seppure comicamente descritto e basato su fatti storicamente documentati, è un argomento di tale valore che ha costituito le fondamenta delle moderne Costituzioni e della emanazione della “ Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino “.
Ed un complesso e ben organizzato sistema di attori, di scenografie, di musiche efficacissime che accompagnano lo svolgimento della ben narrata ed interpretata vicenda contribuisce a rendere l’idea di come si possa raccontare la storia non soltanto in maniera quasi drammatica come normalmente è uso operare, ma anche attraverso l’utilizzo di una forma di narrazione teatrale, il fatto comico, che forse più di ogni altra, rende l’idea e ne facilita l’apprendimento, delle vicende da narrarsi.
Lo studio al clavicembalo del “ Tema e variazioni in do maggiore “ che il violinista italiano interpretato da Avio Focolari conduce in apertura di scena è veramente ben condotto e tale da rendere immediatamente l’idea di come possa essersi formato nella mente di Viotti il famoso inno nazionale francese; il contorno di personaggi in palcoscenico è molto ben assortito, tale da costituire una piacevolissima attrazione per chi ama il genere pseudo storico ma anche la comicità sana e divertente che il regista Valerio Rota, coadiuvato dalla attenta coreografia di Eleonora Pedini, ha saputo sapientemente evidenziare.
Molto gradevoli i costumi di Emanuela Fabozzi ed assolutamente appropriate le musiche originali di Davide Pistoni.
Di gran pregio le interpretazioni di tutti gli altri interpreti e singolare; ben gradita ed efficace, la introduzione in scena del personaggio di colore interpretato dal bravo e simpatico Philippe Boa.
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