Quando l’Amore…fa male

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Scriveva Seuss “Quando sei innamorato non riesci a dormire perché la realtà è più bella dei sogni

Proprio così l’innamoramento è un processo fisiologico, emotivo, sentimentale, psicologico e comportamentale di grande intensità, che comporta delle modificazioni sulla nostra vita. Già Freud, il padre della Psicanalisi, sottolineava come l’innamoramento nei primissimi mesi, sia per alcuni versi simile alla follia, infatti letteralmente perdiamo la testa per il nostro/a partner e non vediamo altro che in lui/lei la perfezione; non esistono difetti, fuorché che un’assenza prolungata dal nostro oggetto di piacere, ci trascina nel panico!

Molti sociologi si sono occupati dell’, ne hanno studiato le variabili culturali, antropologiche, geografiche, storiche, ma il massimo comune divisore sembra essere sempre lo stesso: Cupido infiamma i nostri cuori e le menti ad ogni età e latitudine. Già i filosofi Greci definivano l’ come un motore, un’energia prorompente, che muove addirittura le stelle, per riprendere Dante, ma come ogni sentimento ha anche un lato oscuro, patologico e pericoloso.

Oggi assistiamo tristemente al fenomeno del femminicidio, ogni giorno la lista delle donne, cadute per mano di chi diceva di amarle, si allunga vergognosamente, quante vite spezzate in nome dell’amore. Ma si può definire Amore, voler “possedere” l’altro, voler annoverare la nostra compagna come un bene di nostra proprietà, come un “oggetto” da elencare nella dichiarazione dei redditi? Non credo proprio, l’Amore quello vero non è mai possesso, non è mai geloso fino al punto di soffocare la vita della donna, che diciamo di amare. L’amore non è mai soprattutto: ! E’ indubbio che alla base ci sia un problema con la risoluzione dei rapporti, tutti noi sappiamo che nella vita, iniziamo dei rapporti, li portiamo avanti anche a lungo, ma ahimè possono finire, i sentimenti “scadono” e dobbiamo farcene una ragione, ne soffriamo, ci stiamo male ma poi elaboriamo la perdita e andiamo avanti. Purtroppo però, non sempre questo processo è lineare, anzi le tristi storie di cronaca degli ultimi mesi ci ricordano come invece, non ci sia un’accettazione: bensì l’uomo, sentendosi tradito e abbandonato e non accettando che la “sua donna” possa andare avanti e rifarsi una vita senza di lui, prima la ossessiona nel controllo, da qui il reato di stalking, riuscite ad immaginare cosa significhi ricevere migliaia di messaggi e telefonate ogni giorno? Poi applica la soluzione al suo folle progetto d’amore: ucciderla, nel più dei casi, arderla viva, così da cancellarla, umiliarla, annientarla. I dati riportano come le violenze domestiche e le morti in stragi familiari superino di molto le morti legate a episodi di violenza urbana e microcriminalità: dunque l’Orco è in casa!

Oggi le Istituzioni, la società civile e noi tutti ci interroghiamo su cosa fare, come arginare questa emergenza, aprire più centri di ascolto, inasprire le pene sui reati di violenza, realizzare sinergie tra le reti sociali sul territorio…sicuramente strategie e tentativi utilissimi, ma ancor prima cerchiamo di diffondere la cultura dei sentimenti, educhiamoci alle emozioni, all’elaborazioni delle perdite, quindi permettiamo che la Donna aiuti la Donna e che soprattutto sia libera di vivere come meglio crede la sua libertà sessuale, il cui costo è stato e continua ad essere molto alto! Il femminicida ha appreso un unico linguaggio: quello della violenza, è necessario spezzare questa forma di “comunicazione” disfunzionale e tanto pericolosa, incentivando la Cultura della Vita e del Rispetto: l’Amore può far male è vero… ma non è Mai violenza!

 


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