Lasciare il caricatore attaccato alla presa: qual è il costo?

Ecco quanto costa lasciare sempre il dello attaccato alla presa

A chi non è capitato di lasciare il caricabatterie del proprio smartphone attaccato alla presa di anche dopo aver completato la carica? Un’abitudine comune a molti, che però può avere delle conseguenze non da poco.

Secondo gli esperti, i caricatori che restano collegati alla corrente senza essere connessi al dispositivo continuano a “consumare” energia, perché al loro interno c’è un trasformatore che richiede comunque sempre piccole quantità di energia.

Secondo Kathryn Senior, del sito EnergySavingSecrets.co.uk., un caricatore per smartphone connesso alla presa di corrente consuma solo 0.25 , quindi si tratta di un costo quasi irrisorio per le nostre bollette.

Bisogna però considerare un aspetto: tra smartphone, computer portatili, tablet e altri dispositivi, le nostre case pullulano di caricabatterie che possono consumare energia pure restando scollegati dai device. Rimuovendoli dalla presa di corrente quando non vengono utilizzati può far risparmiare circa 40 euro l’anno.

Gli esperti ricordano inoltre che un caricatore perennemente collegato alla corrente rischia di surriscaldarsi, provocando poi problemi ai suoi componenti e mettendone a rischio la funzionalità. 

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One thought on “Lasciare il caricatore attaccato alla presa: qual è il costo?

  1. Simone Renzi

    Credo che abbiano sbagliato a fare i conti in questo articolo. Il fatto che venga consumata corrente elettrica anche se lo smartphone / tablet non è collegato al caricatore è vero, perché comunque il trasformatore ha una sua resistenza interna e, in aggiunta, alcuni modelli sono dotati di led che senz’altro dissipa energia. I 0,25 Watt di media mi sembrano abbastanza reali, ma il consumo di 0,25 watt/ora implica che per consumare 1 kW il caricatore debba restare collegato alla presa per 4000 ore. Ammesso che lo si lasci sempre collegato (24 ore su 24) questo consumerà un kW dopo 166 giorni pertanto, sapendo che il costo per kW è di circa 0,20 euro tasse incluse, in un anno quel caricatore consumerà meno di 50 centesimi di euro. Per arrivare ai 40 euro in bolletta dovremmo avere 80 caricabatterie collegati alle prese di corrente 24 ore al giorno per tutto l’anno e la cosa mi sembra abbastanza irreale. È comunque irreale anche se consideriamo i led dei televisori e degli altri elettrodomestici, anche perché, di norma nelle case di media grandezza non arriviamo a 80 prese di collegamento e sicuramente non a 80 tipi di elettrodomestici diversi collegati simultaneamente 24/24. Certamente il ragionamento andrebbe fatto su larga scala, ovvero considerando un consumo medio annuo di 2,5 kW per un caricatore collegato e moltiplicato per 20 milioni di famiglie italiane, in capo all’anno l’Italia avrebbe consumato 60 milioni di kW per un totale di 4 milioni di euro di corrente solo per tenere acceso il led del caricabatterie. Il senso dell’articolo resta comunque valido. Se non usate il caricabatterie per caricare il vostro smartphone sarebbe giusto scollegarlo, non tanto per il costo irrisorio in bolletta, quanto per la salvaguardia dell’ambiente e la riduzione delle emissioni di CO2, dal momento che comunque, la maggior parte della corrente elettrica, viene ancora prodotta con la combustione di fonti fossili o, ancora peggio, con le centrali nucleari.

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